LA MIA VERA PASSIONE SONO GLI ARMAGNAC.

Roteando il baloon nel mio palmo riesco a far descrivere giochi geometrici curvilinei al suo contenuto: color mogano, profumatissimo ma non pungente, forte ma non violento, austero ma allo stesso tempo conviviale anche se siamo soli io e Lui. Fermo il movimento della mano ed Egli torna a riposo in un cerchio parallelo al pavimento mentre i suoi residui sulle pareti di vetro lasciano archetti come bifore rovesciate a testimoniare il suo contenuto alcolico. Io lo conosco: è monsieur L’Armagnac.Piccoli sorsi ravvicinati dopo l’adeguata ossigenazione permettono al liquore di non essere aggressivo e sprigionare le sue fragranze leggere e delicate e di correre giù fino al cuore per riscaldarlo e riportarlo ai ricordi più intimi....
Ve ne consiglio alcuni CHE HO PROVATO PERSONALMETE:
J.DUPEYRON-75
FERTE' DE PARTENAY-82
DE MONTAL-87
JANNEAU
SAMALENS
L’Armagnac è la denominazione di origine di brandy francese ovvero distillato di vini che provengono dall’omonima regione sud occidentale della Francia, posta nel distretto della Guascogna. E’ sicuramente il distillato più antico al mondo, scoperto quasi per caso, perpetrato per convenienza e pervenuto a noi in veste di opera d’arte dell’enologia francese.
La regione dell’Armagnac è stata sin dai tempi dei romani una regione a vocazione vitivinicola; nei secoli successivi con lo svilupparsi dei commerci fluviali e navali ci si rese conto che era molto più conveniente nonché sicuro trasportare il frutto della vinificazione come distillato piuttosto che come vino: minor prodotto da trasportare, più introiti, maggiore percentuale alcolica che tanto piaceva ai popoli nord europei fecero di necessità virtù e di un vino, che probabilmente non avrebbe mai raggiunto gli onori di altri suoi fratelli francesi, un liquore che non aveva e non ha eguali.
L’Armagnac è frutto della distillazione continua del vino ottenuto dai vitigni di questa ristretta area geografica. Area geologicamente caratterizzata da terreni silicei che producono viti non eccessivamente aromatiche e predispongono a basse gradazioni alcoliche: sono queste infatti le caratteristiche basilari ed irrinunciabili per ottenere un buon Armagnac. Il disciplinare di produzione individua questi vitigni in: Folle blanche e jaune, Picpoul, Saint-Emilion, Colombari, Jurançon, Blanquette, Mauzac, Clairette, Mesliers e Bacco. Ai molti questi nomi non diranno nulla, ma è sorprendente come uno di essi Saint-Emilion detto anche Ugni blanc è un vitigno ad origine italiana: il Trebbiano toscano che poi è anche il più utilizzato per la distillazione di Armagnac e Cognac.
Quello che più affascina di questo eccezionale brandy è che dopo la distillazione non è ancora Armagnac. In quel momento inizia un viaggio di diversi anni di affinamento di un prodotto che è grandemente delicato, instabile, indifeso. Così la figura del cantiniere accudirà l’acquavite in botti di quercia vergini da 400 litri tenute nei sottotetti per sfruttare gli sbalzi termici e determinare lo scambio di sostanze tra legno e distillato. E’ il periodo dell’adolescenza dell’Armagnac dove si arricchirà di sapori forti, decisi a volte spigolosi, dove inizierà a virare il colore da paglierino a d’orato, dove tutto potrebbe compromettersi con un eccesso di tannini che renderebbero troppo amaro ed imbevibile il brandy.
Dopo circa tre anni il brandy francese viene travasato in botti gia utilizzate in passato e spostato in cantina. Ora avrà bisogno di tranquillità termica ed organolettica, ora si cercherà di capitalizzare il paziente lavoro del cantiniere, del legno vergine e del tempo. Per altri sette, otto anni continuerà il suo mutare in affinamenti di sapori ed odori che lo porteranno ad essere un vero Armagnac. E’ il periodo della maturità in cui si perfezioneranno i sapori di frutta e il profumo di fiori arrotondati nella loro perfezione. L’affinamento può continuare ancora per molti anni, fino a 40 in un continum di lievi e lente mutazioni che non possono che dare pregio e regalità al distillato, ma prima dei quaranta anni l’Armagnac deve essere imbottigliato per cristallizzarne e preservarne le caratteristiche organolettiche fino alla sua fruizione finale. Dopo tale periodo, infatti, l’Armagnac inizia a decadere: l’evaporazione diventa ormai non più tollerabile, il colore tende a scadere in un cupo bruno, il sapore diventa eccessivamente dolciastro.